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PASTA BROCCOLI E PANCETTA (senza lattosio, senza latticini)

Oltre a puzzare lo sapevate che i broccoli sono ricchi di vitamine e hanno un grande potere antiossidante?! Certo non aspettatevi che se li spalmate sul contro occhi spariscano le rughe, ma diciamo che mangiarli male non fa.

Pasta broccoli e pancetta senza lattosio

INGREDIENTI:

200 g di pasta grossa
1 mazzetto di broccoli
1 confezione di pancetta affumicata
peperoncino
sale
olio
mezza cipolla di tropea

PROCEDIMENTO:

  • lessare i broccoli, lavati e privati del gambo, in abbondante acqua per qualche minuto
  • far rosolare la pancetta e la cipolla in una padella con un filo di olio
  • passare i broccoli in padella aggiungendo acqua di cottura quando serve
  • salare e mettere il peperoncino
  • nell’acqua di lessaggio dei broccoli aggiungere il sale e lessare la pasta
  • scolare e versare la pasta in padella facendo saltare per pochissimi minuti

 

 

 

 

RISOTTO ZUCCA e ROSMARINO ( senza lattosio, senza latticini)

Risotto zucca e rosmarino senza lattosio

Il risotto con la zucca è un vero e proprio amore che ho sin da bambina, quando tutti alla domanda “ qual’è il tuo piatto preferito ? “ rispondevano la pizza, io rispondevo la zucca, la amo in ogni sua forma, in purezza al forno , condita solo con olio a crudo e sale, fatta a crocchette, a crema, a zuppa, a vellutata, nei dolci, ovunque!

 

INGREDIENTI :

2 tazzine da caffè di riso
2 fette di zucca saggiamente pulita da mio marito ( serviranno pur a qualcosa , no?!)
rosmarino
uno scalogno
sale
pepe
vino bianco
Se potete mangiarlo un cucchiaino di burro 0,01% di lattosio, o di robiola sempre 0,01% o del formaggio vegetale che preferite

 

PROCEDIMENTO:

  • tagliare la zucca a dadini piccoli
  • tagliare lo scalogno sottile e metterlo a soffriggere insieme alla zucca con l’olio per alcuni minuti
  • aggiungere il riso, tostarlo bene e sfumarlo con il vino a fiamma alta
  • una volta evaporato l’alcool abbassare la fiamma ed aggiungere il brodo vegetale ( io lo faccio semplicemente con carote, zucchine e cipolle)
  • aggiungere il rosmarino e finire la cottura
  • togliere dal fuoco e mantecare con burro o robiola lactose free
  • grattare il pepe in superficie e servire

SPAGHETTI CON VONGOLE E CECI (senza lattosio, senza latticini)

Spaghetti ceci e vongole senza lattosio

Gli spaghetti con le vongole sono qualcosa di unico, la sapidità della vongola con il piccante del peperoncino li rende pressochè perfetti , ma avete provato ad aggiungerci anche la cremosità della vellutata di ceci?!

INGREDIENTI:

200 g pasta

per la vellutata di ceci
250 g di ceci sgocciolati e precotti
1 scalogno grosso
1 rametto si rosmarino
5/6 pomodori piccoli
peperoncino
olio
sale

per le vongole

300 g di vongole
Uno spicchio d’aglio
vino bianco
olio
prezzemolo

 

PROCEDIMENTO:

  • pulire lo scalogno e metterlo a tostare insieme a un filo d’olio
  • aggiungere i pomodorini e i ceci, salare, mettere il peperoncino e il rametto di rosmarino e coprire bene con l’acqua i ceci
  • lasciar cuocere a fiamma bassa fino a quando l’acqua non sarà quasi del tutto finita ( circa 20/30 minuti)
  • una volta cotta rendere tutto a crema con un frullatore ad immersione
  • Dopo aver fatto spurgare le vongole prenderle e sbatterle delicatamente nel lavello ( senza ammaccare il lavello nè spaccare la vongola) in modo che quelle ricche di sabbia si aprano e si possano individuare ed eliminare senza problemi
  • far aprire le vongole in una padella capiente con l’olio, sfumare con il vino bianco  , quando saranno aperte passare  il puccino nel colino a maglia stretta per evitare la sabbia
  • Lessare in abbondante acqua salata la pasta e unirla alle vongole, farla saltare in padella pochi istanti aggiungendo acqua di cottura , se serve,  e il prezzemolo
  • servire con un cucchiaio di vellulata di ceci

 

 

 

TARTARE COTTA DI TROTA (senza lattosio, senza latticini)

Sempre per la sezione #zerosbatti , cioè quelle ricette che si fanno in un batter d’occhio e senza troppe fatiche , vi propongo questa versione fredda della trota.

 

Tartare cotta di trota senza lattosio

INGREDIENTI:

una trota pulita ed eviscerata oppure un filetto già pulito di circa 250 grammi
una decina di pomodorini
2 rametti di timo
vino bianco
olio
limone
sale e pepe

PROCEDIMENTO:

  • passare delicatamente il dito sul pesce per sentire se ci sono lische, in caso levarle con una pinzetta da cucina
  • lavare e tagliare i pomodorini in pezzi grandi
  • adagiare la trota su un foglio di carta forno
  • aggiungere un filo d’olio, 1 cucchiaio di vino bianco, sale, timo e i pomodori
  • chiudere la carta forno sopra al pesce in modo che cuocia uniformemente mantenendo bene il profumo degli aromi messi
  • infornare a 200 gradi per 15 minuti circa
  • far raffreddare, levare la pelle e tagliarle sia i pomodori in pezzi piccoli che il pesce a tartare
  • creare un’emulsione con l’olio, il limone  e il pepe e condire sia i pomodori che il pesce
  • se preferite potente anche “condirla” con un cucchiaino di maionese al pompelmo o alla paprika!

SPIEDINI DI SALMONE CON MOZZARELLA, UVA e ZUCCHINE ( senza lattosio)

Spiedini senza lattosio con uva

Un settembre che sembra luglio, il caldo reclama a gran voce un aperitivo/antipasto fresco ma offre già tutte le delizie autunnali come l’uva, la zucca e altre meraviglie. Oggi vi propongo un mix con questa bellissima e dolcissima uva fragola messa negli spiedini di salmone affumicato, mozzarella lactose free e le zucchine.


INGREDIENTI:

una zucchina piccola
100 g di salmone
una mozzarella senza lattosio ( 0,01%)
qualche acino d’uva
limone
olio
sale & pepe

 

PROCEDIMENTO:

  • lavo bene l’uva e le zucchine
  • taglio con il pelapatate le zucchine sottilissime
  • taglio la mozzarella a cubetti
  • taglio il salmone a strisce
  • preparo un intingolo con il limone, l’olio, il sale e il pepe
  • arrotolo le zucchine e il salmone e li infilo nello spiedino
  • Infilzo anche l’uva e la mozzarella
  • spennello bene con l’intingolo tutto lo spiedino e aggiungo il pepe appena grattato in superficie.

GELÉES DI LIQUIRIZIA ( senza lattosio, senza latticini, senza glutine, vegan)

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Ormai è chiaro e palese che non riesca più a star dietro ai ritmi del foodblog come prima, e me ne scuso , quindi solo per questo periodo vi lascerò qualche momento di #ormoneveritas in più e qualche ricetta in meno – mi autofustigherò mettendomi in ginocchio sui ceci ROVENTI con le puntine dentro o ascoltando i complimenti di mio marito di questo calibro : “ amore ma lo sai che stai iniziando ad esplodere?!” …

In questo periodo estivo mi sono studiacchiata a fondo le blogger e vorrei esporvi le mie conclusioni.
In estate i blog entrano in una vera e propria crisi mistica, vuoi per il caldo -si sa che da alla testa- vuoi per le vacanze che rendono tutte le blogger frizzillerolalalà o il cloro che hanno ingerito in piscina che arriva dritto ai neuroni facendo saltare i bottoni sinaptici come le camicie ai panzoni, ma parte la vera e propria disperazione in cerca di like.
Tralasciando la banale e scontata esposizione delle proprie erotiche parti del corpo, tra l’altro ai vari pervertiti #nosense del web – ho rimorchiato gente con un livello di disperazione inenarrabile, gente che vuole ciocche dei tuoi capelli, ma cosa se ne fa?! Il solletico nelle narici?! O ci sigilla le tubature come gli idraulici, secchi come sono i miei sai che bel lavoretto ne esce, un sigillo a vita.. o le foto delle tue gambe anche se sei un bonsai o che indossi determinate scarpe e gli mandi le foto per il LORO profilo – sto feticismo dei piedi si sta facendo strada come le talpe sottoterra – o ancora simpaticoni che ti parlano del loro gas intestinale e della consistenza fecale per poi arrivare al “ me la dai?!” Così. Buttato lì. Tra una scarica di diarrea e un “ho INGOIATO la lattasi, ho fatto giusto o andava masticata?!” … – e vi giuro che esistono davvero-

Quindi mi vorrei soffermare sull’effetto del
frizzilerolalalà che fa fare le foto non solo ai piedi – che come sapete mi disgustano – ma anche alle orecchiette dell’orsacchiotto Oscar che si mangiò il topo, che si mangiò il formaggio, che si mangiò la trappola, magari di ferro arrugginito. Buongustaio. Che si mangiò il panarotto che al mercato mio padre comprò.

🐻Ma che bella l’orecchietta pelosa infeltrita dell’orsacchiotto Oscar, che acchiappo like che hai fatto!

E una bella ecografia della cistifellea della prozia Agata che dopo 176etti di carbonara, 24 cheesecake e un paio di morsi al lardo ha i calcoli di colesterolo che si sbaciucchiano innamorati e procreano i calcolini come se non ci fosse un domani.

🍇Ma che bella pallina grappolosa di colesterolo, che acchiappo like che hai fatto!

E della spina del fico d’india che si è conficcata con violenza nell’anguria mentre andavano in spiaggia insieme , a braccetto, nella leggerissima borsa termica – vuoi non immortalare questo momento- vogliamo parlarne? Si sa mai che la pianta di fichi d’india ti noti e ti faccia un contrattino da 25mila euro a foto come la Ferragni!

🍈Ma che bella la fotina del fichino con l’angurietta inspinatina, chissà che acchiappo e like!

Ma passiamo alla tappa successiva dove vi ho stilato un insieme di concetti da recitare ripetutamente ad alta voce mentre sciogliete il sale di Vanna Marchi nell’acqua della pasta.

Superato il momento frizzolerolalalà si passa alla fatidica modifica delle foto personali

F O N D A M E N T A L E

per l’acchiappo disperato del like!
Intanto per prima cosa bisogna mettere un “ filtro viso “ che ti ringiovanisce di 67 anni e ti toglie nei e orecchini per quanto tira, ti da anche 3 punti di sutura dietro le orecchie così non si nota -da far levare al dentista come nelle puntate di chirurgia estrema-
Poi bisogna assolutamente mettere una luce offuscata, che rende tutto più mistico. Un po’ effetto nebbia in bassa pianura. Tu spanni l’auto e non vedi ancora na mazza, saranno gli occhiali, li pulisci con cura levando anche lo strato di filtro uvb. Ma ancora niente. Vabbè mi spanno gli occhi. Niente. Non hai né la cataratta né le palpebre mosce. È nebbia. È davvero nebbia.
Messo questo velo di Silent Hill dovete snellire le cosce – entrambe mi raccomando- poi mettervi in fintissima posa naturale in un momento intimo OVVIAMENTE truccate come Moira Orfei. Appena sveglie magari. A letto in minigonna e tacco 12 a spillo. Con il seno taglia 26 che sta sù granitico fin sotto la gola sfidando le leggi della gravità. Con il cerone. Il cerone è fondamentale. Ma non ti è colato il mascara fino ai baffi disegnandoteli come Charlie Chaplin?! Ma non hai i capelli arruffati come le rose del deserto? Ma tuo marito non ti ha chiesto chi sei?! Libretto e patente?! Il gatto non si è gonfiato come lo scopettino del water guardandoti?!
Mistero.
La foto personale si conclude con una didascalia d’effetto, magari rubata su un libro o guardando un film. Pensate che debba centrare con la foto? Vi sbagliate di grosso, deve stare bene come un bidet installato nel salotto. Parlate di eleganza e bonton?! Mettete una frase tipica di Rocco Siffredi! Parlate di moda?! Mettete una strofa tratta da “ il mio intestino fermenta e non so dove eliminare i gas” !

E via, un acchiappo like più che assicurato!

Ps: per stare in tema con il #centranamazza vi lascio le gelées di liquirizia #lactosefree che ho fatto l’altro giorno!

La ricetta l’ho presa in rete, come al solito scritta su un post ed abbandonata lì per anni , perdonatemi ma il link non l’ho più ritrovato !

INGREDIENTI:

130 g di zucchero
30 g di liquirizia in polvere
20 g di colla di pesce
100 g di acqua
+ zucchero qb per la superficie

 

PROCEDIMENTO:

  • Nel tritatutto rendere più polveroso possibile lo zucchero con la liquirizia , senza surriscaldare le lame
  • versare il composto in un pentolino con l’acqua
  • una volta sciolto bene il tutto aggiungere la gelatina precedentemente ammollata in acqua fredda e ben strizzata
  • lasciare sciogliere bene su fiamma bassa per un minuto
  • mettere il composto così ottenuto in una teglia con la carta forno e lasciar tirare bene la gelatina per alcune ore
  • ora armatevi di santa pazienza e con la stagnola chiudete le caramelline una ad una
  • quando le volete mangiare passatele per un attimo nello zucchero semolato.

 

 

MERINGA CON CREMA DI RIBES e FRUTTA DI STAGIONE ( senza lattosio)

Meringa con frutta senza lattosio

Oggi vi presento la ricetta pensata per AILI,  sono partita pensando di fare una specie di pavlova con la frutta guarnita da una glassa golosa e acidula. Alla fine ho guardato cosa mi offrivano la dispensa e l’orto ed ho fatto tutt’altro!

INGREDIENTI:

Per la base

2 albumi  ( i miei pesati risultavano 65 grammi)
65 g di zucchero semolato
65 g di zucchero a velo
4/5 gocce di limone

per la crema di burro

60 g di zucchero a velo
15 g di burro senza lattosio 0,01%
ribes rossi leggermente tritati qb

Decorazione con frutta a piacere, in questo caso pesche e uva fragola più una grattata di buccia di limone

PROCEDIMENTO:

  • metto a montare gli albumi nella planetaria ( o con la frusta se non l’avete), quando saranno belli bianchi aggiungo in 3 step lo zucchero
  • Quando sarà tutto ben montato metto il limone e aggiungo lo zucchero a velo, amalgamandolo alla massa con una leccapentole in modo delicato.
  • Inserisco le meringhe in una sac a poche  e creo dei dischetti
  • inforno a 100 gradi  preriscaldato per 1 ora e lascio raffreddare in forno spento qualche altra ora ( io lo faccio la sera e le lascio raffreddare tutta notte)
  • preparo la crema di burro rendendolo a pomata, aggiungo lo zucchero e una volta amalgamato bene metto i ribes ad occhio, più o meno 2 cucchiaini ho messo qui, ma regolatevi voi in base alla consistenza
  • lavo bene la frutta, taglio la pesca a fettine sottoli e le arrotolo su se stessa formando delle piccole roselline, metto al centro la crema di burro , aggiungo la frutta e la polvere di limone, se non l’avete basta grattuggiarne la buccia da fresco. Decoro con quache fogliolina di menta.

 

Ne approfitto per ricordavi del Lactose/Gluten free expo a Rimini, dal 17 al 20 Novembre in cui mi troverete sicuramente in giro per la fiera! Per ulteriori informazioni vi lascio il link qui della loro pagina web!

 

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PASTA PANCETTA E FICHI ( senza lattosio, senza latticini)

Questa ricetta me l’ha insegnata Silvia, una delle tante pazze ( è talmente fuori che per lei la ciambella NON ha il buco!!) tra le intolleranti che ho conosciuto nei vari gruppi di intolleranti!

Pasta pancetta e fichi

INGREDIENTI:

mezza cipolla rossa
una confezione di pancetta dolce senza lattosio
2 fichi maturi
olio
sale
pepe
peperoncino
PROCEDIMENTO:

  • tagliare la cipolla e metterla a rosolare con un filo di olio
  • aggiungere il peperoncino e  la pancetta e una volta sciolto il grasso aggiungere i fichi , senza buccia ovviamente.
  • quanto saranno diventati cremosi regolare di sale e pepe
  • Scolare la pasta lessata in abbondante acqua salata e amalgamarla alla crema , se serve aggiungete acqua di cottura saggiamente tenuta da parte !

RISOTTO ALLO ZAFFERANO CON LIQUIRIZIA ( senza lattosio, senza latticini)

 

Mentre il caldo afoso ci sta dando un po’ di tregua ne approfitto sia per farmi un risottino che per darvi la mia , fondamentale, classifica sull’estate da social.

Il terzo posto se lo aggiudicano le vamp da mare: gente che arriva in spiaggia con le zeppe alte 28 cm con rialzo interno come Berlusconi – ci credo che non senti la sabbia bollente, sei arrivata all’inferno ormai con la suola- collana con ciondolo di 76 metri quadri per 36 kg di peso – hanno la patente del muletto per alzarsi eh , non crediate che siano delle sprovvedute – cappello di paglia come me nönù – lui sì che era trendy- e TRUCCO sobrio … sulle labbra un bel rosso inferno per stare in tinta con le suole delle scarpe, sugli occhi quel blu “ Alla ricerca di Dory” con sfumature gialle effetto sbarluccico tipo triglia, e sulle gotee giusto un tocco color pesca : “sai in spiaggia sta male troppo trucco!” Enzo&Carla levatevi proprio

Al secondo posto ci stanno le salutiste a tempo determinato, cioè quelle che per 355 giorni l’anno si scofanano a colazione peperonata ,carbonara , melanzane sott’olio fritte poi rifritte e riscaldate nell’olio – roba che se gli dai un pizzicotto esce la bottiglia dell’olio Cuore con la staccionata già saltata e impacchettata – scrofe , porchette , sedie e le saracinesche dei negozi.
In quei 10 giorni al mare li spurgano proprio tutti i loro peccati di gola con un tè senza teina né caffeina in tazza da caffè ma caffè lungo lungo lungo lungo , senza zucchero, senza dolcificanti, senza tè , e ovviamente senza parabeni, petrolati , siliconi e pailletes – sia mai –
Per poi avere le energie necessarie al loro fabbisogno accompagnano la bevanda sopra citata ( acqua) con un mix di semi e frutta essiccata – bifudus levati subito proprio che tanto c’è il pulcino Pio che li becca – rigorosamente senza lattosio, senza glutine, senza fruttosio, senza crusca, senza fibre solubili in acqua marina o di piscina , senza lasagne, senza polpettone della mamma e con un INCI da bollino verde fluo – che t’emoziona –

Al primo posto ci sono i PIEDI.
I piedi.
Sì… avete letto bene : I PIEDI!
Lo scorso anno c’erano salsicce e würstel – alcune senza dubbio carine- con sfondo mare , quest’anno vanno di brutto i piedi, meglio se con almeno 37 vene sporgenti a vista – puoi quasi prendergli le pulsazioni cardiache fissandoli, grazie all’innalzamento della pressione arteriosa dovuto alla colazione dei 355 giorni l’anno –
Lo smalto sbeccato o magari di un colore che ci azzecca con la carnagione come un water in mezzo al salotto.
Pedicure fatta nel 98 a.c. con le cesoie che usava la zia Gesmunda per raccogliere i pumgranin sui terreni misto sabbiosi e OVVIAMENTE limate inserendo un dito per volta dentro alla ghigliottina, infine vengono impreziosite sul POLLICIONE -più largo è meglio è- da un diamante 47 carati di purissima altissima e pregiatissima plastica pleso dall’omaggio ciondolante rosso che ti da il listolante cinese se trinchi glappa tutta la sela.
Ma attenzione l’importanza non la da solo la minuziosità nella cura del piede ma anche il luogo in cui lo si fotografa: in giardino, sull’asfalto, dentro la fontana di BelzeBù con l’acqua colorata, in posa davanti alle mattonelle del bagno dell’osteria “ La vecchia pollaia” , ma il top del top del top è nell’angolo di mare più bello del mondo, cioè quello in mezzo al plancton, alle alghe kombu e alle meduse che lo fissano e per l’emozione ti svengono in superficie.
Oppure incoronati dalle infradito fatte con la bucce di banana e il resto della decorticazioni del fagiolo nero messicano, di 4 numeri inferiori che lascia quel bellissimo effetto piede di porco – che volendo potete pure entrate nel caveau della banca più vicina , mica suona niente, è roba vostra , tutta natür –

#ilmegliodellestate2018
#risottoliquirizia
#lactosefree

Risotto zafferano e liquirizia

Semplice, veloce, particolare e dal sapore inaspettato.. cos’è?! Il risotto con lo zafferano e la liquirizia!

INGREDIENTI:

150 g di riso
1 bustina di zafferano in polvere
cipolla
vino bianco
sale
olio
liquirizia in polvere
brodo vegetale ( io lo faccio con cipolla , carote e zucchine)

 

PROCEDIMENTO:

  • Mettere la cipolla a rosolare nell’olio
  • aggiungere il riso e sfumare con il vino bianco
  • Una volta evaporato l’alcool aggiungere il brodo in modo graduale girando spesso e sistemare di sale
  • 2 minuti prima della fine della cottura aggiungere la bustina di zafferano e mescolare bene
  • se volete a fine cottura potete togliere dal fuoco e amalgamare con un burro delattosato o con un formaggio vegano cremoso
  • adagiare sul piatto e spolverare la superficie con la polvere di liquirizia

TROTA CON CREMA DI FICHI E CIPOLLE ( senza lattosio, senza latticini)

Trota con crema di fichi e cipolle senza lattosio

Siamo ormai in piena stagione estiva dove i fichi iniziano a primeggiare riempiendo le tavole, ma cosa farne oltre alla solita marmellata?! Ecco una delle tantissime ricette salate che si possono fare.

INGREDIENTI:

una trota salmonata eviscerata e tagliata nei 2 filetti
4/5 bacche di ginepro
rosmarino
vino bianco
olio
sale & pepe

 

per la salsa

2 fette di cipolle
2 fichi
olio
sale
peperoncino

PROCEDIMENTO:

  • dopo aver eviscerato la trota e averne ricavato i 2 filetti , con una pinzetta levate tutte le lische rimanenti -basta passare le dita sul pesce in modo delicato e si trovano senza problemi-
  • Mettetele in una teglia con la carta forno, aggiungete l’olio, il rosmarino, le bacche di ginepro, il sale, il pepe e un goccino di vino bianco e chiudete la carta forno in modo da farla cuocere ben coperte
  • cuocete in forno per 15 minuti circa a 180 gradi
  • intanto rosolate la cipolla con l’olio, aggiungete i fichi puliti e tagliati in modo grossolano , mettete sale e peperoncino e fate cuocere lentamente aggiungendo poca acqua alla volta se serve, fino a quando il frutto non si sarà ben spappolato
  • passate la crema di fichi e cipolle nel frullatore ad immersione e stendetela su un piatto come fondo su cui adagiare i tranci di trota
  • Decorate a piacere