QUALI SONO GLI ESAMI PER DIAGNOSTICARE LE INTOLLERANZE ?

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Sono settimane che leggo nuove e fantasmagoriche scoperte scientifiche con intolleranze praticamente a tutti i vegetali, dai piselli agli spinaci passando per broccoli, cipolle, pere e sicuro entro qualche giorno se ne uscirà qualcuno con l’intolleranza all’acqua , il mondo del web e delle intolleranze vive di perle. Facciamo un po’ di chiarezza.

Come ho ripetuto quelle 1487 volte allergie e intolleranze sono cose ben distinte, nelle prime si ha una reazione del sistema immunitario che riconosce come estraneo qualcosa che normalmente il corpo NON dovrebbe riconosce come tale.  Di conseguenza attacca questa sostanza, chiamata allergene, attuando meccanismi di difesa affinché venga distrutto. Nelle intolleranze il sistema immunitario non è coinvolto, anche se a volte si hanno in comune parte degli effetti, quelli gastroenterici.

In caso di sospetta allergia alle proteine del latte è bene rivolgersi subito ad un allergologo, di solito eseguono come primo screening i prick test alimentari ma esistono anche altri test idonei. Qualora si confermasse l’allergia è sconsigliato il breath test al lattosio per l’intolleranza in quanti si potrebbero avere anche gravi reazioni.

Le intolleranze alimentari riconosciute dalla comunità scientifica, quindi esistenti e decretabili con test attendibili al 99,9 % sono l’intolleranza al lattosio, l’intolleranza al glutine (Celiachia, una forma di intolleranza in cui partecipa anche il sistema immunitario), l’intolleranza al fruttosio ed infine l’intolleranza al sorbitolo.

Le intolleranze ai tre zuccheri si decretano tramite Breath test, alias test del respiro. Per il lattosio Breath test al lattosio, per il fruttosio Breath test al fruttosio e per il sorbitolo Breath test al sorbitolo. Mentre la celiachia si decreta tramite ricerca a livello ematico di anticorpi specifici e l’analisi dei villi duodenali. Esiste una forma, ancora in studio, chiamata sensibilità al glutine dove i soggetti predisposti hanno sintomi simili alla celiachia ma non manifestano presenza di anticorpi o alterazione dei villi, si chiama Gluten sensivity e purtroppo ad oggi è una diagnosi ad esclusione di altre patologie in quanto non vi è un test valido per la diagnosi. Ne approfitto per ricordarvi che in fase diagnostica è bene non escludere dalla dieta il glutine in quanto potrebbe falsare i risultati.

Ma torniamo al tema principale del blog, il lattosio. Mangio latticini e sto male, ho coliche, stipsi o scariche diarroiche, mi gonfio come un palloncino, ho un mal di testa che non so più dove sbatterla… cosa faccio? Intanto è bene andare dal medico di base e farsi consigliare un gastroenterologo che conosca a fondo l’intolleranza, a seguito di un breve periodo di preparazione si effettua il test del respiro. A digiuno viene somministrata per bocca una dose di lattosio, circa 20 -25 grammi, corrispondente a mezzo litro di latte e vengono prelevati campioni di respiro ogni 30 minuti. Il test dura circa 4 ore e viene decretata la positività con un delta (differenza tra basale e picco massimo) di 20. I test rilevano l’andamento sia dell’idrogeno che del metano. Alcune persone producono uno solo dei due, per questo è preferibile che il laboratorio analizzi sempre entrambi.

Se non si può effettuare il test del respiro per vari motivi, un’alternativa è quella dell’analisi genetica, esame complementare che rileva la presenza di un’alterazione genica ma non la manifestazione della sindrome stessa. Talvolta in pazienti adulti con evidente sintomi può diventare un esame a scopo diagnostico esaustivo.

Un esame di vecchia data consisteva nel somministrare sempre per bocca il lattosio e poi, tramite prelievo del sangue, rilevavano l’andamento del glucosio nel circolo ematico, in alcuni ospedali è ancora in atto ma purtroppo può essere influenzato da diversi fattori (l’ansia può far aumentare i livelli di glucosio nel sangue per esempio). Il test sfrutta il principio per il quale il lattosio digerito viene scisso -diviso-  in galattosio e glucosio riversando quest’ultimo nel sangue con un conseguente aumento di quest’ultimo. Qualora risultaste intolleranti al lattosio la molecola non verrebbe divisa e tramite fermentazione batterica ed eliminazione “diretta” i due monomeri che lo compongono non verrebbero assimilati e convogliati nel circolo ematico. Come potete immaginare è sconsigliato ai diabetici o iperglicemici.

Bene abbiamo la conferma di essere intolleranti, ma che tipo di intolleranza? Ne esistono tre diverse.

Il deficit CONGENITO di lattasi: la forma più rara, si stima 1 caso ogni 60.000 , in termini spicci il gene della produzione della lattasi non è mai stato scritto, se non erro avviene nella 23esima settimana di gestazione. Quindi ancor prima della nascita e si manifesta subito. Io sono una di queste per esempio.

L’intolleranza primaria: nell’uomo il gene della lattasi è programmato in modo da avere un’elevata produzione nei primi mesi di vita per poi diminuire gradualmente nel corso dei diversi anni fino a disattivarsi. L’anomalia, per quanto posso risultare strana, sta nella non regressione della produzione di lattasi in età adulta. Cioè circa il 40 % della popolazione non intollerante. La forma di intolleranza primaria è la più diffusa.

L’intolleranza secondaria: è un’intolleranza talvolta temporanea, dovuta a malattie più serie intestinali, come la celiachia non curata, come le malattie autoimmuni intestinali, come le coliti ecc. In questi casi avendo la mucosa enterica alterata non viene prodotta in modo idoneo la lattasi con conseguenti effetti dell’intolleranza, ma una volta ripristinato il problema alla radice, come per esempio una dieta aglutinica per il celiaco, torna la normale produzione di lattasi.

E tutte le altre intolleranze??

Ad oggi non esistono test validi per diagnosticarle. Ci sono mille e un test multipli ma aimè pur essendo cari impestati non sono attendibili, il che non vuole dire che non potrebbero dare un risultato veritiero, ma che potrebbe essere anche l’esatto opposto. In sintesi è come non farli. Un po’ come lanciare la moneta e dire testa o croce.

“Eppure quando mangio determinate verdure sto proprio male.”

Talvolta il termine intolleranza è usato impropriamente, indicando delle semplici reazioni avverse ad alcuni alimenti. Come mai questi alimenti ci fanno correre in bagno o ci gonfiano come delle mongolfiere volanti? Molti di questi alimenti hanno una struttura molto fibrosa e quindi “stimolano”, alcuni hanno come prodotti di scarto della digestione dell’alimento stesso un grosso quantitativo di anidride carbonica, altri sono irritanti, come per esempio il cacao ed alcune spezie, la teina, la caffeina ecc. In molti soggetti anche gli alimenti più semplici da digerire danno fastidio, in questi casi si fanno indagini approfondite e ad esclusione di patologie serie e gravi viene solitamente dedotta la sindrome del colon irritabile. Quest’ultima viene “curata “con la dieta FODMAP, acronimo che indica gli zuccheri fermentabili: lattosio, fruttosio, fruttani, polioli e galattani. Ovviamente questa dieta non può essere fai da te ma bisogna essere seguiti sempre dai medici.

Come ultima e non meno importante cosa sottolineo che queste sono solo linee guida , che ogni individuo è a se e quindi deve sempre essere seguito da un medico specialista e non deve fare auto diagnosi by internet, questo post ha il solo intento di fare chiarezza su quello che ci viene detto dai medici.

6 pensieri su “QUALI SONO GLI ESAMI PER DIAGNOSTICARE LE INTOLLERANZE ?

  1. Sei stata molto chiara, non sapevo che ci fossero tre livelli differenti di intolleranza al lattosio. Io so di essere intollerante ma non ho mai fatto test, seguirò il tuo consiglio di rivolgermi ad un gastroenterologo per fare i test.

  2. Il tuo articolo, oltre ad essere interessantissimo, mi ha portata alla conoscenza di cose che ignoravo e mi ha aperto un mondo. è bene che ci sia chiarezza tra allergie, intolleranze e che esami vanno approfonditi. 🙂

  3. Il tuo articolo non è solo molto interessante, ma mi ha portata alla conoscenza di cose che ignoravo e soprattutto mi ha aperto un mondo! è bene distinguere allergie , intolleranze e sapere quali esami fare. 🙂

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